• Melania

Psicoterapia per persone LGBT+

Aggiornamento: 21 gen

Perchè affidarsi a professionistə con competenze specifiche?


Per moltə professionistə della salute occuparsi di persone LGBT+ significa applicare gli stessi modelli che applicano quando hanno di fronte una persona eterosessuale. Questo atteggiamento minimizza e nega le problematiche che le persone LGBT+ si trovano ad affrontare.


Ad esempio, un errore comune tra psicologicə e psicoterapeutə è quello di dare per scontata l’eterosessualità della persona che hanno di fronte a meno che - o fino a che - questa non sia esplicitata dalla persona stessa (per esempio chiedendo ad un uomo se ha una fidanzata/moglie, o ad una donna se ha un fidanzato/compagno) creando in questo modo già uno spazio stereotipato all'interno della relazione terapeutica.


O ancora, quello che può accadere quando si parla di psicoterapia con persone LGBT+, purtroppo, è che si vada o verso la risoluzione del problema tentando di cambiare l'identità sessuale della persona oppure, nel migliore dei casi, che si consideri il fatto di essere gay, lesbica, transgender, non-binary, ecc. come qualcosa di normale ritenendo quindi che la persona debba semplicemente tranquillizzarsi e accettarsi.


Il punto è che essere una persona LGBT+, nel contesto in cui viviamo ad oggi, significa in realtà molto di più: significa entrare in un mondo diverso da quello che era stato predisposto per la persona e che la persona stessa immaginava per il proprio futuro, significa accorgersene, elaborare tutto ciò e decidere cosa farne; parallelamente, bisogna da un lato continuare ad affrontare il mondo con le sue sfide quotidiane e, dall’altro, può spesso capitare di dover portare avanti un’identità alternativa la cui funzione principale è sia tutelare le persone alle quali si vuole bene sia auto-tutelarsi da sofferenze emotive e non solo.


Esistono, inoltre, tematiche specifiche e proprie della popolazione LGBT+ che vengono solitamente ignorate dalla psicologia generale, per esempio: coming out, invisibilità sociale, difficoltà di adeguamento del contesto a una transizione di genere, differenze nella gestione del ruolo di genere in coppie omoaffettive, isolamento in contesti sociali non accettanti, ecc. Anche se queste tematiche non appartengono necessariamente a tutti gli individui LGBTQ+ né è detto che siano inevitabili fonte di sofferenza, è importante che lə psicoterapeutə conosca tali peculiarità perché è solo così che si può comprendere al meglio il vissuto, dare senso e re-incorniciare il racconto di vita che in quel momento è causa di sofferenza per la persona che si ha di fronte.


La consulenza psicologica è il tuo personale spazio di libertà in cui, indipendentemente dal motivo per cui la richiedi, devi poterti sentire liberə di raccontarti senza la paura del giudizio o dello stigma, e senza dover essere tu a educare chi hai di fronte in merito alle tue modalità relazionali o affettive. Questo è il motivo per il quale una formazione specifica sul tema è imprescindibile: anche la semplice richiesta di informazioni o chiarimenti rispetto a dubbi e timori, deve poter incontrare una risposta competente, aggiornata e puntuale.


 


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